Il telefono ti ascolta davvero? Cosa c’è di vero

Molte persone hanno avuto almeno una volta questa sensazione: stai parlando con un amico di un prodotto, magari un ristorante, un viaggio o un paio di scarpe, e poco dopo apri il telefono e trovi proprio la pubblicità di quell’argomento.
In quel momento la domanda nasce spontanea: il telefono ci ascolta davvero?
È una delle domande più cercate su internet negli ultimi anni e anche una delle più discusse. Alcuni sono convinti che lo smartphone utilizzi il microfono per ascoltare le conversazioni, altri pensano che sia solo una coincidenza.
La verità è più complessa e riguarda come funzionano davvero gli smartphone, le applicazioni e i sistemi di pubblicità online.
Vediamo quindi cosa c’è davvero di vero nell’idea che il telefono ascolti le conversazioni e perché a volte sembra che sappia già quello di cui stiamo parlando.
Come funzionano davvero gli smartphone
Gli smartphone moderni sono dispositivi molto avanzati che utilizzano numerosi sensori per funzionare.
Tra questi troviamo:
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microfono
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GPS
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accelerometro
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fotocamera
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connessione internet
Alcune applicazioni possono accedere a questi sensori, ma solo se l’utente concede il permesso.
Ad esempio quando installi un’app, spesso ti viene chiesto se vuoi permettere l’accesso al:
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microfono
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fotocamera
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posizione
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contatti
Questo significa che il telefono non può utilizzare il microfono per qualsiasi applicazione senza autorizzazione.
Quando il telefono utilizza davvero il microfono
Ci sono diverse situazioni in cui il microfono del telefono viene utilizzato, ma queste sono generalmente chiare e visibili.
Ad esempio il microfono si attiva quando:
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fai una telefonata
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registri un messaggio vocale
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utilizzi assistenti vocali come Siri o Google Assistant
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registri un video
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utilizzi applicazioni di registrazione audio
Molti smartphone mostrano anche un piccolo indicatore sullo schermo quando il microfono è attivo.
Questo serve proprio per informare l’utente che il sensore sta registrando audio.
Perché le pubblicità sembrano “leggere nel pensiero”
Se il telefono non ascolta continuamente le conversazioni, perché a volte sembra sapere esattamente cosa stiamo cercando?
La risposta sta nel modo in cui funzionano gli algoritmi pubblicitari e la raccolta dei dati online.
Le piattaforme pubblicitarie utilizzano molte informazioni per capire gli interessi degli utenti.
Ad esempio possono analizzare:
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ricerche effettuate su Google
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siti web visitati
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video guardati online
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applicazioni utilizzate
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posizione geografica
Anche le attività dei contatti con cui interagisci possono influenzare alcune pubblicità che vedi.
Questo sistema crea profili molto dettagliati degli interessi degli utenti.
Il ruolo degli algoritmi e dei dati
Le aziende tecnologiche utilizzano algoritmi molto avanzati per analizzare enormi quantità di dati.
Questi algoritmi cercano di prevedere quali prodotti o servizi potrebbero interessarti.
Ad esempio se:
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cerchi spesso ristoranti
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guardi video di viaggi
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visiti siti di tecnologia
le piattaforme pubblicitarie possono dedurre che questi argomenti ti interessano.
Quando poi parli con qualcuno di un argomento simile e subito dopo vedi una pubblicità correlata, sembra quasi che il telefono ti abbia ascoltato.
In realtà è spesso il risultato di analisi dei comportamenti online.
L’effetto psicologico della coincidenza
Un altro fattore importante è quello che gli psicologi chiamano bias di conferma.
Significa che tendiamo a ricordare molto di più le coincidenze sorprendenti.
Ad esempio se parli di un prodotto e subito dopo vedi una pubblicità, questo episodio resta impresso nella memoria.
Al contrario, quando vediamo centinaia di pubblicità che non hanno nulla a che fare con le nostre conversazioni, semplicemente non ci facciamo caso.
Questo può dare l’impressione che le coincidenze siano molto più frequenti di quanto siano realmente.
Le applicazioni possono raccogliere molti dati
Anche se il telefono non ascolta continuamente le conversazioni, molte applicazioni raccolgono comunque una grande quantità di dati.
Tra questi possono esserci:
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posizione geografica
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cronologia di navigazione
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interessi online
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tempo trascorso nelle app
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interazioni sui social network
Questi dati vengono utilizzati per migliorare i servizi ma anche per personalizzare la pubblicità.
Questo è uno dei motivi per cui oggi si parla molto di privacy digitale.
Come controllare cosa possono fare le applicazioni
Fortunatamente gli smartphone moderni offrono strumenti per controllare i permessi delle applicazioni.
Nelle impostazioni del telefono è possibile verificare quali app hanno accesso a:
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microfono
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fotocamera
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posizione
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contatti
Se un’app ha accesso a un sensore che non dovrebbe utilizzare, è possibile revocare il permesso.
Molti sistemi operativi permettono anche di concedere accesso solo quando l’app è in uso.
Perché il tema della privacy è sempre più importante
Negli ultimi anni la quantità di dati digitali generati dagli utenti è cresciuta enormemente.
Ogni giorno utilizziamo servizi online, applicazioni, social network e piattaforme digitali che raccolgono informazioni sulle nostre attività.
Questo non significa necessariamente che qualcuno stia ascoltando le conversazioni tramite il telefono, ma dimostra quanto i dati online possano essere utilizzati per creare profili molto precisi degli interessi degli utenti.
Comprendere come funzionano questi sistemi aiuta a utilizzare la tecnologia in modo più consapevole e a gestire meglio le impostazioni di privacy dei dispositivi che utilizziamo ogni giorno.
A chi potrebbe piacere questo articolo?
